Mappa della memoria

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Mappa della memoria

AA. VV. Mappa della Memoria, Lecco, Comune di Lecco, 2018, pieghevole. La “Mappa della Memoria” si articola in quattro percorsi differenti che permettono di esplorare i veri propri percorsi fisici, che si snodano sul territorio lecchese.    Il percorso dedicato alla Grande Guerra offre la possibilità di ritrovare i segni di quelle fortificazioni che dovevano servire da baluardo lungo il confine svizzero: l’Occupazione Avanzata Frontiera Nord (O.A.F.N.) detta anche Linea Cadorna, progettata poco dopo la metà del 1800, realizzata nei primi anni del ‘900 e lunga ben 280 chilometri.            I percorsi della salvezza sono invece quelli tracciati dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 da quanti cercavano in Svizzera scampo dagli arresti e dalle deportazioni. Migliaia di antifascisti, ebrei, perseguitati politici, prigionieri di guerra alleati e soprattutto militari sbandati del disciolto esercito italiano e giovani renitenti alla leva peregrinarono per il territorio in cerca della salvezza dalla guerra, dal regime e dai suoi orrori. I sentieri rappresentano anche per i partigiani una via di fuga dai rastrellamenti nazifascisti.
E proprio alla Resistenza è dedicato il terzo percorso. Il movimento partigiano lecchese prende le mosse dalle sue montagne, dove si trovavano già delle basi dalla Capanna Stoppani al Pizzo d’Erna, dai Piani Resinelli a Campo de’ Boi, nuclei dai quali si sviluppò poi una diffusa attività di contrasto all’occupazione e all’oppressione nazi-fascista, che rese Lecco la prima città dell’alta Italia ad imbracciare le armi contro l’invasore. L’ultimo percorso è dedicato alla Liberazione.